La Stoccolma di
Stieg Larsson

Guida ai luoghi della

Millennium Trilogy

Nei romanzi che compongono la sua celebre trilogia, ambientati in gran parte a Stoccolma, Stieg Larsson ha magistralmente raccontato una città diversa da quella dei tradizionali circuiti turistici. Case e palazzi, caffè, ristoranti e hotel: la maggior parte dei posti descritti nei suoi libri esiste davvero ed è riprodotta con minuziosa precisione.

Il successo della Millennium Trilogy è stato tale da farne un fenomeno non solo letterario ma anche di costume. I suoi protagonisti, in particolare la giovane hacker Lisbeth Salander e il giornalista Mikael Blomkvist, si imprimono talmente a fondo nella mente e nel cuore dei lettori, che sembra di averli conosciuti davvero. Ma dove vivono Lisbeth, Mikael e gli altri personaggi dei romanzi? In quali bar o ristoranti amano andare, dove lavorano, dove fanno la spesa? In quali luoghi e scenari si sono svolti gli avvenimenti che li hanno visti protagonisti?

Immergetevi nelle suggestive atmosfere della Millennium Trilogy e rivivendo le emozionanti avventure dei suoi protagonisti: la mansarda di Mikael Blomkvist e l’hotel dove si incontra con Harriet Vanger, il locale preferito di Lisbeth Salander e la bottega dove si fa fare uno dei suoi numerosi tatuaggi. Un’occasione per scoprire una Stoccolma inedita, e al tempo stesso prolungare l’indimenticabile esperienza che la lettura dei romanzi di Larsson ha rappresentato per milioni di lettori.

Stieg Larsson


La Biografia

Stieg Larsson, il cui nome completo era Karl Stig-Erland Larsson, nacque il 15 agosto del 1954 a Skelleftehamn, cittadina affacciata sul golfo di Botnia nella regione del Västerbotten, sulla costa nord-orientale della Svezia.

Giornalista, inviato di guerra, esperto mondiale di movimenti di estrema destra, ha collaborato a diverse testate e all’agenzia di stampa TT (Tidningarnas Telegrambyrå), dove cominciò a lavorare nel 1979 come grafico. Corrispondente svedese della rivista antifascista inglese | Searchlight, consulente del ministero di Giustizia svedese, inviato per l’OSCE, ha lavorato anche come consulente di Scotland Yard, sempre impegnato a difendere la democrazia, che si trattasse di manifestare solidarietà al Vietnam o del sostegno al Primo ministro di Granada Maurice Bishop.

Fu uno dei fondatori del movimento Stop the Racism, cui nel 1995, dopo l’omicidio di cinque ragazzi a Stoccolma per mano di estremisti di destra, seguì la Expo Foundation, della cui rivista Expo fu sempre direttore.

Stieg Larsson riteneva di avere una missione: impegnato in prima linea contro razzismo, antisemitismo, fascismo, movimenti nazionalisti, discriminazioni, abusi contro le donne, si identificava totalmente con il proprio lavoro. Bersaglio di gruppi neo-nazisti, visse per anni protetto dalla polizia, costretto a tenere segreta la propria abitazione e a modificare quotidianamente i suoi tragitti.

Autore di diversi articoli e saggi sul tema della democrazia e sui movimenti di estrema destra (tra cui Extremhögern - Estremismo di destra, con Anna-Lena Lodenius e Sverigedemokraterna: den nationella rörelsen - Democratici svedesi: il movimento nazionale, con Mikael Ekman), oltre a essere un grande appassionato di fantascienza, nell’agosto del 2004 Stieg Larsson mandò in lettura due dei tre manoscritti della sua Millennium Trilogy alla Norstedts di Stoccolma, una delle principali case editrici svedesi. Pensava a una serie di dieci romanzi, protagonisti il giornalista Mikael Blomkvist e la hacker Lisbeth Salander.

Per Stieg Larsson scrivere gialli era un passatempo notturno, erano in pochi a sapere di questa sua passione:

«Più che fare propaganda o tentare di fare letteratura classica, un poliziesco deve in primo luogo intrattenere il lettore. La narrativa di genere è tra le forme più popolari d’intrattenimento. E solo catturando completamente l’attenzione e la fiducia del lettore posso usarla per trasmettere un messaggio, ed è quello che voglio fare, naturalmente.»

La sera del 9 novembre del 2004, l’amico di tante battaglie Kurdo Baksi dovette tenere il comizio in memoria della Notte dei cristalli da solo: Stieg Larsson era morto improvvisamente in seguito a un infarto, dopo avere da poco concluso e consegnato all’editore anche l’ultimo romanzo della sua trilogia poliziesca. Pubblicata postuma, la Millennium Trilogy - Uomini che odiano le donne, La ragazza che giocava con il fuoco, La regina dei castelli di carta - ha venduto nel mondo 75 milioni di copie ed è stata venduta in oltre 50 paesi.

Stoccolma

La Stoccolma di

Stieg Larsson

Situata nel Sud della Svezia di cui è la capitale, Stoccolma sorge tra il Lago Mälaren e il suo emissario Saltsjön, lungo le insenature del Mar Baltico, e conta circa ottocentomila abitanti. È sede del Governo e del Parlamento, oltre che luogo di residenza del capo dello Stato, il re Carlo Gustavo xvi. Costruita su 14 isole collegate tra loro da 57 ponti, è nota come la “Venezia del Nord”.

É una città ricca di luoghi che non mancheranno di affascinare il turista: palazzi antichi, splendide chiese, grandi parchi, ampi viali; abbondano importanti musei ed eleganti negozi. Tra le tappe d’obbligo: il municipio Stadshuset, dove si tiene il banchetto annuale in onore del Premio Nobel, il Palazzo Reale, la Cattedrale di San Nicola, dove vengono incoronati i re svedesi, il Palazzo di Drottningholm, con il teatro settecentesco, e il Padiglione Cinese. Nell’Isola di Riddarholmen si trova la chiesa dove sono sepolti i sovrani. Nella parte orientale, sull’isola di Djurgården, sono situati lo Skansen, sede del Museo etnografico all’aperto, e il Junibacken, dedicato ad Astrid Lindgren. Una splendida vista della città si può godere dall’alto della Torre panoramica di Kaknästornet o da Fjällgatan, sulle colline dell’isola di Södermalm.

Stoccolma è anche un paradiso per lo shopping: ogni quartiere ha la sua via dedicata. Nel cuore della città si trovano i grandi magazzini nk, Åhléns e Pub; a Östermalm, boutique con famosi marchi svedesi, a Södermalm, moda e design. Gamla Stan, la pittoresca città vecchia, brulica di negozietti di artigianato, souvenir e antiquariato.
Tra i quartieri di Stoccolma (come Gamla Stan, Norrmalm, Östermalm, Kungsholmen), merita un discorso a parte il quartiere meridionale di Södermalm, il più vasto della città, teatro di molte delle vicende dei romanzi di Stieg Larsson. In origine zona popolare e operaia, è ora uno dei più vivaci e alla moda, caratterizzato da una suggestiva aura bohémienne. Qui oggi risiedono e lavorano artisti e artigiani, con i loro studi e i caratteristici laboratori, ma anche molti esponenti della nuova classe media. Giovani e intellettuali la sera si incontrano nei numerosi locali del quartiere tra cui spiccano le birrerie che, contrariamente alle abitudini cittadine, non si svuotano mai prima di mezzanotte.

Già da tempo Stoccolma è diventata meta spontanea di migliaia di fan da tutto il mondo, e il Museo della città di Stoccolma organizza dei «Millennium Tour» sulle tracce dei libri di Larsson.

Casa di Mikael Blomkvist

L’appartamento in cui abita il protagonista della Millennium Trilogy

Bellmansgatan 1 (Södermalm)

Greger Backman era perfettamente al corrente che Mikael Blomkvist era l’amante di sua moglie. La loro storia andava avanti con il suo tacito consenso. Ma ogni volta che lei decideva di passare la notte con Mikael telefonava al marito per avvisarlo. Questa volta invecese n’era andata all’Hilton senza altro pensiero per la testa che dormire.

Casa di Mikael Blomkvist

L’appartamento in cui abita il protagonista della Millennium Trilogy

Bellmansgatan 1 (Södermalm)

Greger Backman era perfettamente al corrente che Mikael Blomkvist era l’amante di sua moglie. La loro storia andava avanti con il suo tacito consenso. Ma ogni volta che lei decideva di passare la notte con Mikael telefonava al marito per avvisarlo. Questa volta invecese n’era andata all’Hilton senza altro pensiero per la testa che dormire.

Redazione di Millennium

La sede della rivista di Mikael Blomkvist, nella realtà quartier generale di Greenpeace

All’angolo tra Götgatan 19 e Hökens gata 2 (Södermalm)

Gli uffici di Millennium erano a forma di L. L’ingresso era un ampio locale che occupava molta superficie senza poter essere sfruttato
per qualcosa di utile. L’avevano arredato con un salotto dove ricevere
i visitatori. Dietro il salotto c’erano una piccola mensa con un cucinino, i bagni e due ripostigli con librerie e archivi

7-Eleven

La catena di supermercati dove Lisbeth va spesso a fare la spesa

Götgatan 25 (Södermalm) www.7-eleven.com

[Lisbeth] raggiunse barcollando un 7-Eleven dove acquistò shampoo, dentifricio, sapone, yogurth, latte, formaggio, uova, pane, piccole brioche alla cannella surgelate, caffè, tè in bustine, cetrioli in salamoia, mele, una confezione famiglia di Billys Pan Pizza e una stecca di Marlboro Light.

Sede della Milton Security

La via dove si trovano gli uffici della società di sicurezza per cui lavora Lisbeth

Stadsgårdsleden (Södermalm)

La Milton Security aveva trecentottanta dipendenti a tempo pieno, più circa trecento altri affidabili collaboratori, che venivano utilizzati secondo necessità. [...] La sede era stata trasferita da Solna a locali più adeguati al nuovo rango nelle vicinanze di Slussen, nel cuore di Stoccolma.

Hotel Hilton

Hotel dove Mikael Blomkvist ed Erika Berger passano la notte insieme

Guldgränd 8 (Södermalm)

Greger Backman era perfettamente al corrente che Mikael Blomkvist era l’amante di sua moglie. La loro storia andava avanti con il suo tacito consenso. Ma ogni volta che lei decideva di passare la notte con Mikael telefonava al marito per avvisarlo. Questa volta invece se n’era andata all’Hilton senza altro pensiero per la testa che dormire.

Café For Friends

Caffè frequentato dai personaggi della trilogia

Hornsgatan 29 (Södermalm)

Al termine della razzia [Lisbeth] era esausta ma soddisfatta. Cacciò tutti gli acquisti nella sua Nissan Micra e sprofondò in una sedia
del caffè Java in Hornsgatan. Prese un giornale dal tavolino a fianco
e constatò che i socialdemocratici erano ancora al governo e che nulla di particolarmente importante sembrava essere successo nel paese durante la sua lunga assenza.

Kaffebar Mellqvist

Caffè frequentato da Mikael, e anche da Stieg Larsson (sopra il bar c’era la redazione di Expo)

Hornsgatan 78 (Södermalm)

In Hornsgatan gettò per caso un’occhiata verso il Kaffebar e ne vide uscire d’improvviso Mikael in compagnia di Erika Berger. Lui disse qualcosa ed Erika rise e gli mise un braccio intorno alla vita e lo baciò sulla guancia. Scomparvero lungo Brännkyrkagatan in direzione di Bellmansgatan.

Tabbouli Libanesisk Bar & Kok

Il ristorante libanese che ha ispirato a Larsson il Samirs Gryta, dove i fratelli Nikolic tentano di assassinare Mikael Blomkvist nella i Regina dei castelli di carta

Tavastgatan 22 (Södermalm)

Erika era vagamente nervosa quando fece il suo ingresso al Samirs Gryta alle otto e mezza.
[...] Poi si accorse di avere una fame da morire. Samir arrivò con
il menù e lei ordinò una birra leggera e un piatto piccolo di calamari e patate. Mikael ordinò del couscous e una birra leggera.

Kvarnen

Il locale dove Lisbeth si incontra con le Evil Fingers

Tjärhovsgatan 4 (Södermalm) www.kvarnen.com

Lisbeth era entrata a far parte delle Evil Fingers, un gruppo composto da quattro ragazze di Enskede che amavano l’hard rock,
e che dieci anni più tardi erano diventate una compagnia allargata che si incontrava il martedì sera in un locale, il Kvarnen, per sparlare dei ragazzi, discutere di femminismo, pentagrammi, musica e politica e per bere fiumi di birra.

Mercato coperto di Söderhallarna

Mercato frequentato da Lisbeth

Medborgarplatsen 3 (Södermalm) www.soderhallarna.com

Lisbeth Salander non fece ritorno a casa che alle sette del mattino.
Si sfilò la T-shirt e annusò lo scollo. Valutò se fare una doccia ma poi se ne infischiò e abbandonò i vestiti in un mucchio sul pavimento, dopo di che andò a letto. Dormì fino alle quattro del pomeriggio, poi si alzò e scese a fare colazione al mercato coperto di Söderhallarna.

House of Pain Tattoo

Il negozio dove Lisbeth si fa fare uno dei suoi numerosi tatuaggi

Verkstadsgatan 7 (Södermalm) www.houseofpain-sthlm.com

Il venerdì successivo Lisbeth Salander andò a piedi da casa sua a uno studio dove facevano tatuaggi, a Hornstull. Aveva telefonato per fissare un appuntamento e non c’erano altri clienti in negozio. Il proprietario l’aveva salutata con un cenno di riconoscimento.Scelse un piccolo e semplice tatuaggio raffigurante una sottile serpentina e chiese che le venisse fatto alla caviglia.
Indicò dove.
«Lì la pelle è molto sottile. Fa molto male in quel punto» disse il tatuatore.«Non importa» disse Lisbeth, si tolse i calzoni e mise in posizione la gamba.
«Okay, una ghirlanda. Ne hai già molti, di tatuaggi. Sei sicura
di volerne un altro?»«Mi serve da memento» rispose lei.